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| Scorie cerebrali e idee sparpagliate raccolte in giro, fuori e dentro la mia testa.
Spero non vi annoiate e troviate qualcosa che vi interessi. |
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UNO SGUARDO SICURO
Mi lasciava muto e divertito il susseguirsi. Auto e caos fuori, e di colpo il silenzio, il rumore di qualche goccia, piccoli accordi d'arpa, un fischio di corno di selvaggina d'Africa e un odore d'essenze, di canfora e lavanda, che non c'è. Ma si sente.
E sfilo fra facce di gatto e corpi di coccodrillo, immagino operai in sequenza e con mani addestrate da millenni a plasmare fanghi e a riporre ceneri. E che bastò un secolo, anzi forse meno, a dimenticare.
Eppure mi guardavano. Forse loro più di quanto riuscissi a farlo io. Muto e divertito da quell'espressione millenaria, che dall'antico Egitto alla Gioconda aveva affascinato gli sguardi. Quell'indecifrabile via di mezzo fra il compiacimento e la sorpresa, fra il nullaosta all'ardire e il freno alla malizia.
A cosa guarda l'universo e il destino della specie. Se il grande principio ordinatore desidera qualcosa dall'uomo, o è lui ad illudersi di averne uno che lo dissimigli da quello di esseri che per giunta da più tempo solcano il pianeta, con meno intelligenza e più corazza. Millenari reptili, tartarughe pterodattile e coccodrilli allergici al solletico.
Eppure trovavo ragioni di vita, anche in quello sguardo, pietrificato, che si indirizzava sul mondo e su sè, quello sguardo che non misura e non giudica, che si rivolge all'universo senza rancore e che solo i più forti riescono ad esibire anche in punto di morte.

Foto: mia - Museo Egizio Torino - il nuovo allestimento scenografico di Dante Ferretti
Musica: Pink Floyd - Welcome to the machine
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scritto da Renzo alle ore 10:47
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INCONSISTENCY
Leggevo Efraim stamattina, tenevo aperto il blog di Sbregola per sentire il pianoforte e coccolare la mia influenza, mentre fuori le nuvole scivolavano nello schermo tv che è la finestra della mia stanza da letto, da dove si vedono gli aerei Ryanair che vanno ad atterrare verso Ciampino.
Li contavo, tenendo le mani dietro la testa.
E ripensavo ad un documentario sulle sfortunate imprese di Umberto Nobile al Polo in tv ieri sera.
Nella saga degli uomini al freddo, ad un certo punto un gruppo di tre esploratori provò a staccarsi dal gruppo della "tenda rossa" per anticiparli e arrivare alla base prima.
Camminarono a lungo e pensavano di essere nella direzione giusta, ma la rottura del pack e la sua rotazione sotto i loro piedi di cui non potevano essere consapevoli, in realtà fece sì che il gruppetto, benchè camminasse da giorni, nella realtà avanzasse di pochissimo verso la meta, anche se lo sforzo era enorme.
Ecco, questa è una metafora che sento vicina sul destino dell'umanità e soprattutto di quella che vorrei ancora chiamare "avanguardia consapevole". A volte non tutto dipende dalla propria intensità ma dal sistema in cui si è costretti a camminare.
Per dirla, ad esempio, alla luce dei casini di questi giorni, Calderoli è un cxglixxe, e non c'è molto da dire, ma Voltaire avrebbe dato la vita perchè lui potesse dire liberamente come la pensava? Buongusto o cattivo gusto a parte, se avesse avuto una t-shirt con una vignetta di Vauro e contro di lui si fosse scagliato Paparatz, non sono così sicuro che sarei stato dallo stesso lato della barricata.
Ovviamente sto ragionando in linea teorica, prescindendo dal caso specifico, ma parlando del rapporto perverso e strumentale fra religione e società moderna.
E alla fine mi rendo conto che il nostro sistema è troppo complesso per usare una sola logica. E quando la logica non è unica, stiamo parlando di geometrie non euclidee, dove le mie soluzioni potrebbero essere incomprensibili per altri.
Concludendo, insomma, insieme all'enunciato del teorema è importante indicare (se non è ovvio dal contesto) la teoria alla quale si fa riferimento: "la somma degli angoli interni di un triangolo è uguale a un angolo piatto" è un teorema nella geometria euclidea, ma è un'affermazione falsa nella geometria della sfera * (o in generale nella geometria non euclidea).
Rappresentazioni bidimensionali dello spazio non euclideo di M.C.Escher (links)
 
Ellittica (limite del cerchio IV-1960) Iperbolica (farfalle - 1959)
Il limite, come compenetrazione di "bene" e "male", definisce una superficie infinita (l'intero piano) all'interno di un cerchio finito.
E io in geometria sono, peraltro, sempre stato una grandissima pippa.
Brutta storia l'influenza!
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scritto da Renzo alle ore 18:47
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VIA LIBERA ALLO STUPRO LIGHT
Prima di tutto, agli affezionati lettori che ancora non sanno, da tempo, per via della migliore funzionalità della piattaforma, mi sono trasferito in maniera più stabile su http://renzopensiero.iobloggo.com . Venitemi a trovare anche di là (Mariapia ti aspetto, quando arrivi lascia un segno).
Secondo di tutto, aggiorno questo blog con uno dei miei ultimi post. Ma di là (su iobloggo) trovate tutto.
Lo Stato delle Libertà sessuali dà il via libera allo stupro light...L'articolo è di Repubblica. Il quadro di Aldo Zanetti da www.arteadimensionale.com/ imagesito/interest.htm
ROMA - E' meno grave la violenza sessuale su una minorenne - anche se si tratta di una ragazzina di appena quattordici anni - se la vittima ha già "avuto rapporti sessuali". Perché "è lecito ritenere" che siano più lievi i danni che la violenza sessuale provoca in chi ha già avuto rapporti, con altri uomini, rispetto a chi non ne avuti affatto. E' questa l'opinione della Terza sezione penale della Cassazione.
In sostanza i giudici pensano - anzi ne sono più che sicuri, tanto che hanno accolto questo punto di vista (sostenuto dall'autore dell'abuso) - che sia di più modeste proporzioni l'impatto devastante della violenza sessuale quando a subirlo è una adolescente non più vergine. Questo perché - spiegano - "la sua personalità, dal punto di vista sessuale" è "molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età".
La sentenza ruota intorno al caso di una ragazzina di 14 anni e il suo patrigno e convivente della madre, un cagliaritano di 40 anni. L'uomo viene condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti della ragazzina e fa ricorso. La corte d'Appello di Cagliari il 25 novembre 2003 gli rifiuta lo sconto di pena che aveva chiesto sulla base delle "modalità innaturali del rapporto", ritenuti tali da compromettere "l'armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima".
Il caso arriva in Cassazione e si chiude con la sentenza di oggi. Secondo i giudici, nonostante la condotta dell'uomo sia "riprovevole", ci sono dei distinguo da fare. Il primo è la consapevolezza della ragazzina. "L'imputato, infatti, - ricorda il relatore Franco Mancini - intendeva avere un rapporto completo ma la ragazza, consapevole che l'uomo aveva avuto problemi di tossicodipendenza, aveva optato per un, a suo avviso, meno rischioso rapporto orale".
Ecco perché, secondo i supremi giudici, anche se questo ragionamento "non elimina la riprorevolezza della condotta dell'imputato che in realtà si è avvalso dello stato di soggezione in cui la giovane vittima si trovava nei suoi confronti per essere inserita nello stesso nucleo familiare da lui costituito con la madre convivente", non si può non considerare che all'epoca del rapporto con il patrigno "la ragazza aveva compiuto i 14 anni e aveva prestato il proprio consenso al rapporto sessuale".
Poi, altro punto che a parere dei giudici è dirimente è che "la ragazza, già a partire dall'età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporto sessuali con uomini di ogni età", così che "è lecito ritenere che già al momento dell'incontro con l'imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età".
Ora la Corte d'appello di Cagliari dovrà tenere in "debito conto" le considerazioni della Suprema Corte per valutare la possibilità dello sconto di pena al patrigno che ha abusato della minorenne.
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scritto da Renzo alle ore 19:48
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